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> UN PSEUDO PIANETA GEMELLO, pianeta extrasolare simile alla Terra
 
Luca
Inviato il: Sabato, 19-Mag-2007, 13:12
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In questi giorni sono apparsi tantissimi articoli sui media che hanno trattato l'argomento, non tutti in maniera prudente ma purtroppo certi con una esagerata voglia di mettere in risalto la certezza di vita su altri pianeti.

Chiaramente non concordo con questa impostazione giornalistica che tende ad esaltare il "Nulla" perchè di questo si tratta in quanto le probabilità che esistano pianeti simili alla Terra in un "Universo Infinito", praticamente sono altissime e sarebbe sorprendente il fatto opposto.


"Finalmente è giunto il momento: è stato scoperto il primo pianeta extrasolare simile alla Terra e per giunta è anche relativamente vicino a noi"
"Si tratta di Gliese 581, una piccola e fredda nana rossa, situata in direzione della costellazione della Bilancia e che dista da noi poco più di 20 anni luce"


Si usano le parole come si stesse parlando di fare la spesa al supermercato, trascurando piccoli dettagli, del tipo che queste informazioni sono comunque molto ipotetiche, che comunque dire "16 anni luce" significa semplicemente in parole terra terra dire che: "oggi abbiamo forse capito quello che in quel punto dell'Universo c'era 16 anni luce fa", e quindi nulla sappiamo di quello che in questo momento c'è realmente in quella area dell'Universo, piccoli particolari che rendono comunque un'idea di quanto sia relativamente vicino questo pseudo pianeta gemello.

Per fare un piccolo confronto con il pianeta che abbiamo alle porte di casa "Marte" esso dista da noi due passi, cioè circa 60 milioni di Km.
Questo pseudo gemello sta solo a 16 anni luce cioè a 151.372.800 milioni di Km.
Una distanza pari a 2.522.880 volte quella di Marte.
Dato che se per arrivare su Marte oggi ci s'impiegherebbe circa un anno solo andata ci si rende conto che non basterebbe l'intero ciclo dell'evoluzione della specie(l'uomo cammina in posizione eretta da meno di 1.000.000 di anni) per arrivare sul pseudo nostro pianeta gemello.


Trovo veramente assurdo che in un momento in cui ci si dovrebbe, preoccupare realmente del nostro Pianeta, quindi del fattore ambientale ma non solo, gli "Asteroidi" che ci ruotano attorno sono una vera minaccia ed essi non ci avvisano con milioni di anni d'anticipo, ci si perde dietro a notizie importanti certamente nell'ambito del mondo astronomico, ma insignificanti nella vita reale dell'uomo e del nostro pianeta, forse lo scopo di tanti enfasi va al di la della scienza, proponedosi più o meno incosciamente una diffusione pseudo culturale che poco ha che fare con la scienza.

Il numero uno di questi killer della Terra "Apophis" ci svelerà, solo nel 2029 cioè appena 7 anni prima se ci colpirà o meno, nella Pasqua del 2036 e purtroppo la cosa mi sembra sia presa troppo sotto gamba.
Non so se per paura di creare il panico, ma la paura immobilizzante non è buona consigliera, si dovrebbe stimolare la gente a realizzare costruzioni, funzionali alla vita ed al benessere. Troppo spesso l'aspetto esteriore è messo in primo piano sacrificando tutto il resto.

I problemi si risolvono e si superano affrontandoli e non nascondendo la testa sotto la sabbia in attesa dell'evento quasi fosse ineluttabile, perchè non lo è affatto.
Se tante specie sono sopravissute all'impatto apocalittico dell'asteroide, con diametro da 10 km, dell'era dei dinosauri, mi sembra banale dire che con opportune predisposizioni alla portata di tantissime persone si potrebbero quasi annullare i danni di un eventuale impatto con Apophis(ha una massa che è circa 3.000 volte minore di quella dell'asteroide dei dinosauri).

Ma purtroppo l'uomo non è poi così intelligente e sopratutto previdente come potrebbe, l'Uragano Katrina che poco tempo fa ha devastato New Orleans negli USA insegna, un evento dove si sarebbero potuti salvare tranquillamente tutti gli abitanti, invece sembra abbia provocato oltre 2.000 vittime.

Un'altro evento, lo Tsunami del 26 dicembre 2004, ha dimostrato come l'ignoranza dell'uomo moderno abbia portato a costruire e ad abitare in maniera scriteriata lungo le coste in un posto dove questo fenomeno era noto da sempre, e non si capisce per quale motivo nella civiltà della tecnologia non si sarebbe dovuto ripetere più.

Mi chiedo se per malasorte nel 2029 si dovesse avere la certezza dell'impatto che si riuscirà a fare in soli 7 anni, e visto che le ipotesi di deviarne la traiettoria sono tutt'altro che certezze ma per ora solo buone speranze, forse sarebbe meglio prevenire sin da ora dando consigli alla popolazione anche su come costruire abitazioni adatte a proteggerci da un simile impatto che per quanto duro non sembra apocalittico come quello che distrusse i dinosauri è gran parte delle altre specie viventi, infatti quello aveva un diametro di ben 10 Km e questo lo ha compreso tra i 250 e i 400 metri la differenza dell'eventuale impatto è evidente, proprio questo dovrebbe far si che si inizi a costruire diciamo delle opere capaci di resistere e proteggere da deboli impatti come questo magari consigliando sempre la realizzazione del piano interrato in cemento armato, dato che la quantità di asteroidi sotto il Km di diametro è veramente grande e di conseguenza la probabilità di venire colpiti da uno piccolo è molto maggiore di quella di impattare con uno gigante da 10 km di diametro.

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Luca
Inviato il: Sabato, 19-Mag-2007, 15:11
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Trovato da un gruppo di astronomi dell’Università di Ginevra «Ghiaccio caldo» in un pianeta extrasolare Il pianeta non è stato osservato, ma la sua presenza è stata rilevata misurando l'indebolimento della luce

La corsa, o meglio la caccia, al pianeta gemello della Terra si fa sempre più accesa. Un altro passo in questa marcia ormai frenetica che vede una concorrenza sfrenata fa numerosi osservatori, l’ha compiuto un gruppo di astronomi dell’Università di Ginevra. Già qualche settimana fa l’équipe di Michel Mayor della stessa università aveva annunciato la scoperta di una cosiddetta «super-Terra». Ora il suo collega Frederic Pont annuncia il ritrovamento di un pianeta con «ghiaccio caldo» e acqua.

DEDUZIONI - Intendiamoci bene: queste sono conclusioni dedotte, perché il pianeta non è stato osservato ma la sua presenza è stata soltanto rilevata misurando un indebolimento della luce della stella, la GJ436, attorno alla quale ruota in 2,6 giorni. Già questo piccolo astro, una nana rossa distante 30 anni luce dalla Terra,...........................
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16 maggio 2007

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